Recentemente mi hanno chiesto un consiglio, una persona doveva acquistare un dominio formato da due parole e mi ha chiesto “se era meglio che fossero attaccate o divise con trattino, o con punto”.

Visto che non è la prima volta che mi viene fatta questa domanda riporto la mia risposta che potrebbe essere utile e chiarificatrice anche per altri nella quale spiego i possibili casi. Seguitemi.

Partiamo dall’esempio che uno voglia acquistare un dominio formato da due parole ad esempio “parole”+”strategiche”.qualchecosa.

Tra:
parolestrategiche.com
e
parole-strategiche.com
in teoria fino a non molto tempo fa in termini SEO Google dava più peso al primo che al secondo, perché, ricordiamoci sempre che gli americani ragionano sempre molto semplice e pratico, pertanto il loro approccio era stato che la seconda opzione  in genere è una seconda scelta che viene fatta quando la prima è già stata presa e pertanto non è disponibile. Pertanto possiamo vedere questo approccio un po’ storicamente come la corsa al far west, dove chi primo metteva la bandiera su un terreno era proprio (come documentato in vari film storici).

Mentre per un motivo meramente pratico comunicare a terzi un dominio senza il trattino è decisamente più semplice.

Per quanto riguarda il punto tipo  parole.strategiche.com ?
In questo caso bisogna chiarire bene la gerarchia dei livelli dei domini.
Quando vediamo www.nomechehoscelto.com questo deve essere letto e inteso così:

www.nomechehoscelto.com cioè solo la parte .com  viene chiamato dominio di primo livello, gestito da enti internazionali, e non è acquistabile.

www.nomechehoscelto.com cioè solo la parte che si usa dire sta dopo il .com, o .it o .org e così via e prima di un altro punto, viene chiamato dominio di secondo livello. Nota si usa dire che sta dopo perché per definire le gerarchie di dominio l’indirizzo si legge da destra verso sinistra. Questi nomi sono acquistabili da Registar che sono enti autorizzati e accreditati, la lista è visibile presso il sito ICAAN (http://www.icann.org/) dove ICAAN è l’acronimo di Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Cioè Internet Corporazione per l’Assegnazione dei Nomi e Numeri, dove per numeri sono intesi gli Indirizzi IP). Personalmente quando scelgo un fornitore per gli acquistare l’assegnazione un nome a dominio di secondo livello  (uso proprio questo termine assegnazione perché un nome a dominio viene assegnato, non si diventa proprietari), controllo sempre che il fornitore sia accreditato presso l’ICAAN. Nel caso in cui non lo è allora è un rivenditore. In questo caso io personalmente lo escludo per saltare un intermediazione in più.

Nota in qualche caso le intermediazioni servono. Faccio degli esempi: quando si gestiscono molti nomi a dominio si ha a che fare con la gestione di vari elementi come il DNS (Domain Name Server) se uno non sa gestire un DNS è meglio che si faccia seguire da un professionista. Oppure per quanto riguarda i domini.it se uno decide di rivenderli si troverà difronte a qualche elemento burocratico in più rispetto ai domini.com (perché da italiani dobbiamo sempre farci riconoscere per i primati relativi a inutili orpelli e costi burocratici).

I nomi a dominio di secondo livello in base alle regole definite dall’ICAAN possono avere solo lettere numeri il trattino in mezzo e non il punto. Com’è possibile leggere su http://it.wikipedia.org/wiki/Domain_Name_System#Realizzazione

I nomi di dominio sono soggetti a determinate restrizioni: per esempio ogni parte del nome (quella cioè limitata dai punti nel nome) non può superare i 63 caratteri e il nome complessivo non può superare i 255 caratteri.

I nomi di dominio sono anche limitati ad un sottoinsieme di caratteri ASCII; in questo modo si impedisce di scrivere nomi e parole con caratteri che non tutti hanno sulla propria tastiera. Per superare questa limitazione, il sistema di IDNA e basato sul modello Punycode, rileva stringhe Unicode in un insieme di caratteri DNS validi, venne approvato dall’ICANN e adottato da alcuni registri.

Pertanto non è possibile registrare un nome a dominio formato da parole divise con il punto. Perché il punto nel protocolo http è un carattere speciale usato per definire la divisione gerarchica di livelli di dominio.

A volte la confusione su questo elemento è dato dal fatto che per quanto riguarda la e-mail è possibile scegliere nomi del tipo: nome.cognome@nomeadominio.com
questo accade perché delle persone non tecniche a volte confondono il nome a dominio con la e-mail, che sono due cose differenti.
Certo la struttura è molto simile, in più c’è solo quella che noi italiani chiamiamo la chicciola “@”. In questo caso è proprio questo importante elemento che fa la differenza e determina che tutto quello che sta a sinistra della chiocciola sia riferito ad un Mail Server e non un Web Server che sono software che hanno funzioni diverse e possono anche essere  installati su computer diversi anche fisicamente in Stati e continenti diversi.

A questo punto dovrebbe apparire chiaro che se decido di scegliere un dominio composto da due parole non è possibile dividerle con il punto come per il nome della propria casella e-mail. Il motivo come ho cercato di piegare è prettamente gerarchico architetturale di come sono costruiti gli indirizzi web. O meglio delle regole secondo le quali hanno deciso di costruire gli indirizzi web.

Quindi nel caso in cui fossimo di fronte ad un indirizzo del tipo pippo.pluto.com  pippo non fa parte del dominio di secondo livello pluto, e pippo viene chiamato dominio di terzo livello. Tale dominio fa parte, quindi è e può soltanto essere, di colui che detiene il dominio di secondo livello pluto.com. Soltato l’assegnatario del dominio pluto.com può attraverso una particolare configurazione del proprio DNS (Domain Name Server) avere un sito web che risponde come indirizzo web pippo.pluto.com
Cerco di essere ancora più chiaro. Se uno proprio volesse avere a tutti i costi un indirizzo web nome1.nome2.com perché ad esempio proprio così è il suo Brand, l’unico modo per averlo è diventare l’assegnatario del dominio nome2.com
Solo e soltanto in questo caso potrebbe aggiungere poi nel proprio DNS sostitutore al posto di www quindi di www.nome2.com -> nome1.nome2.com.

Questo perché il www altro non è che un nome standard di una cartella che contiene un file index (indice), che sta all’interno di un Web Server che risponde per il dominio nome1.com. Dove www ripeto viene detto è un dominio di terzo livello. Questo standard non è obbligatorio pertanto uno potrebbe avere al posto di www qualsiasi cosa.

Un esempio di questo è quando uno attiva un blog con blogger.com o wordpress.com e danno un nome per il blog del tipo: nomechehaiscelto.blogger.com, stesso per wordpress.com quindi nomechehaiscelto.wordpress.com

Spero di essere stato esaustivo e non troppo tecnico, e di aver tolto ogni dubbio a riguardo di come scegliere un nome a dominio quando abbiamo due o più parole da dover registrare. Un ultimo consiglio, evitate nomi a dominio troppo lunghi, sono scomodi da scrivere e da ricordare. E per quanto riguarda il SEO, google suggerisce di registrare il proprio BRAND e di puntare sul proprio brand piuttosto che su keywords di ricerca esatte.

Mi piace sempre ricordare un caso emblematico di ottimo marketing, un cliente anni fa si rivolse ad un Agenzia pubblicitaria dove lavorava il mio caro amico Cocciu. Questi avevano richiesto ai creativi dell’agenzia di trovare un nome per un prodotto Pellet. Se dovessimo seguire soltanto una strategia e logica SEO ci verrebbe da pensare di usare il termine PELLET. Perché andremmo a rispondere alla domanda cosa cercano nel motore di ricerca o in negozio le persone che hanno bisogno di Pellet. La risposta più ovvia è qualcosa relativo a pellet, camino, bruciare e via dicendo.

In questo caso Kant ci ricorda prima di valutare se la risposta è esatta bisogna valutare se la domanda è corretta.

Infatti il mio caro amico Cocciu propose una soluzione davvero Brillante ;-) che ebbe un grande risultato in termini di Marketing e di ROI che potete leggere in questo articolo: SEO: corrispondenze esatte tra dominio e keywords, nuove regole.